Per celebrare la Giornata
mondiale della gentilezza 2018 gli alunni della classe seconda della Scuola Secondaria
di primo grado del plesso di Bagaladi guidati dal prof. Antonio Sergio Palmeri,
docente di Tecnologia, hanno realizzato un pannello decorativo su supporto in
cartone riciclato. Dopo aver scelto il modello geometrico su cui lavorare i
ragazzi in maniera molto semplice ed intuitiva attraverso l'alternanza cromatica
all'interno dello schema, hanno
realizzato individualmente un modulo del pannello. Ciascuno dei moduli
successivamente è stato assemblato sul cartone riciclato per realizzare il
pannello decorativo. I ragazzi hanno collaborato attivamente
alla realizzazione del progetto, ottenendo un effetto visivo di forte
illusione ottica e di movimento.
Blog dell'Istituto Comprensivo "Corrado Alvaro" di Melito P.S. (RC) https://icalvaromelito.edu.it/ a cura delle prof.sse Serranò Antonia e Silimarco Alessandra
giovedì 6 dicembre 2018
lunedì 3 dicembre 2018
Le emoticon della gentilezza
Presentazione del video
"Le emoticon della gentilezza".
In occasione della
Giornata mondiale della gentilezza 2018 gli alunni della Scuola secondaria di
primo grado del plesso di Roghudi, guidati dalla docente di Arte prof.ssa
Cristina Benedetto e con la collaborazione della docente di Italiano prof.ssa
Nadia Trotta, hanno realizzato un murale sul tema "Le emoticon della
Gentilezza".
I ragazzi hanno
affrontato in classe l'argomento e hanno progettato il disegno da realizzare. Si
è scelto di rappresentare le emoticon della gentilezza perché appartengono al
linguaggio informatico caro ai ragazzi per l'immediatezza d'espressione.
Inizialmente un gruppo ha lavorato su una parete del corridoio della scuola,
successivamente gli altri hanno colorato i disegni con i pennarelli indelebili.
L'esperienza è stata coinvolgente e positiva e le parole riportate insieme alle
emoticon hanno dato spunto a riflessioni sui principali atteggiamenti
caratterizzati dalla gentilezza.
sabato 24 novembre 2018
giovedì 1 novembre 2018
Terrecotte
Ecco a voi alcune immagini del progetto PON "Terrecotte 2018" con supporto di forno elettrico, inserito nel PON 2018 dell'Istituto Comprensivo "E. De Amicis Bagaladi-San Lorenzo di Melito di Porto Salvo (RC) "Inclusione sociale e lotta al disagio".
Il progetto ha riscosso molto successo tra gli alunni che hanno implementato le loro capacità manuali e artistiche.
Esperta del progetto è stata la professoressa Cristina Benedetto, tutor la professoressa Maria Iaria. Entrambe, con amore e dedizione, hanno insegnato ai ragazzi delle tecniche che nel normale tempo scuola non avrebbero mai imparato.
Il progetto ha riscosso molto successo tra gli alunni che hanno implementato le loro capacità manuali e artistiche.
Esperta del progetto è stata la professoressa Cristina Benedetto, tutor la professoressa Maria Iaria. Entrambe, con amore e dedizione, hanno insegnato ai ragazzi delle tecniche che nel normale tempo scuola non avrebbero mai imparato.
mercoledì 2 maggio 2018
La stazione spaziale cinese Tiangong-1
Buon pomeriggio!
I primi di Aprile abbiamo temuto che la stazione spaziale cinese Tiangong- 1 venisse a farci visita. I ragazzi della IIIB del plesso Alvaro ci raccontano cosa hanno scoperto.
I primi di Aprile abbiamo temuto che la stazione spaziale cinese Tiangong- 1 venisse a farci visita. I ragazzi della IIIB del plesso Alvaro ci raccontano cosa hanno scoperto.
Quando la nostra classe, la 3B del plesso Alvaro, ha saputo
che la stazione spaziale cinese Tiangong-1 sarebbe potuta cadere sull’Italia
abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza con un ricerca.
La stazione spaziale cinese Tiangong-1
La stazione spaziale cinese Tiangong-1 è
entrata in collisione con l'atmosfera terrestre il 2 aprile 2018 alle 2,16
italiana e quaranta minuti dopo i frammenti si sono dispersi nell'oceano
Pacifico. La notizia è stata data dal Comando strategico degli Stati Uniti e
dall'Ufficio spaziale cinese secondo il quale la sonda si è immediatamente
incendiata e distrutta quanto ha impattato il primo strato della nostra
atmosfera. I detriti, quindi, si sono dispersi nel Pacifico senza provocare
danni.
Le previsioni fatte nei giorni scorsi avevano
ipotizzato che anche l'Italia potesse essere interessata dalla caduta dei
detriti sebbene con un rischio bassissimo.
La Tiangong-1, ossia il 'Palazzo
celeste', è stata la prima stazione spaziale cinese. Era una sorta di cilindro
lungo 10,5 metri, con un diametro di circa tre metri e due pannelli solari
delle dimensioni di sette metri per tre. Al momento del lancio pesava otto
tonnellate e mezzo. Non era fra i veicoli spaziali più grandi, rispetto ad
altri che in passato hanno subito lo stesso destino. La Tiangong-1 ha concluso
così la sua storia, dopo avere trascorso in orbita 2.375 giorni e 21 ore.
La stazione spaziale è stata lanciata nel 2011 per
effettuare esperimenti di ormeggio e orbita nell'ambito dell'ambizioso
programma spaziale della Cina che mira a posizionare una stazione permanente in
orbita entro il 2023. Inizialmente il rientro della Tiangong-1 era stato
fissato nel 2013, ma la sua missione è stata ripetutamente prorogata. La Cina
poi ha dichiarato che il suo rientro sarebbe avvenuto a fine 2017: richiamo
rinviato a più riprese fino a far ipotizzare agli esperti che il laboratorio
spaziale era fuori controllo.La scomparsa di un uomo, l'inizio di una leggenda
Buon pomeriggio,
I materiali usati per produrre esplosioni nucleari per fissione sono alcuni isotopi degli elementi plutonio e uranio. In particolare l'uranio-235 è il tipo facilmente fissionabile che si usa comunemente in ordigni nucleari.
Quando una bomba nucleare esplode, l'energia si libera in 3 principali forme:
Circa un sesto dell'energia liberata nell'esplosione viene emessa sotto forma di "radiazione ionizzante", cioè di particelle a, b, o raggi g. Queste particelle provocano sugli esseri viventi effetti ritardati che possono manifestarsi anche dopo decenni dall'esplosione. L'esposizione a irraggiamento modifica la struttura delle cellule degli esseri viventi procurando danni la cui gravità dipende dall'intensità della radiazione stessa. Anche quando un soggetto irraggiato non muore nella fase acuta della malattia, né viene ucciso da una qualsiasi malattia cui il fisico indebolito non sa reagire, egli porta con sé un segno nascosto non meno terribile: l'alterazione del patrimonio genetico, la mutazione genetica o cromosomica, l'alterazione del patrimonio ereditario.
Il 9 agosto 1945, tre giorni dopo la distruzione di Hiroshima, un aeroplano dell'aviazione statunitense sganciò una bomba atomica sulla città, distruggendo un terzo dell'abitato e provocando circa 66.000 vittime tra morti e feriti
i ragazzi della IIIB del plesso Alvaro, seguiti dalla professoressa Cogliandro Domenica, hanno svolto un'interessante ricerca su Ettore Maiorana per conoscere meglio questa figura molto nota non solo in campo scientifico e i suoi importanti studi.
Noi alunni della classe
III B, durante le lezioni di Scienze, quando abbiamo affrontato lo studio
dell’energia nucleare siamo rimasti incuriositi dalla personalità di Ettore
Maiorana e dalla sua scomparsa, perciò abbiamo deciso di fare una ricerca per approfondire
le nostre conoscenze sull’argomento.
Il lavoro è composto da tre paragrafi:
1. La
vita di Ettore Majorana e la sua scomparsa
2.
Maiorana e il gruppo di ragazzi di via Panisperna
3. L’energia nucleare e la bomba atomica
La
vita di Ettore Majorana e la sua scomparsa
Ettore Majorana,
nato il 5 agosto 1905 e laureatosi in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti
allievi di Enrico Fermi.
Ettore è
l'ultimo di cinque fratelli, che si distingueranno tutti in qualche campo
particolare, chi nella giurisprudenza, chi nell'amministrazione dello Stato,
chi ancora in fisica.
Mostra da
subito una straordinaria predisposizione per la matematica e la mamma, in
salotto davanti alle sue amiche, lo sottoponeva a quesiti su quanto facesse una
moltiplicazione che lui calcolava a mente e rapidamente prima che loro riuscissero
a farlo su un foglio di carta.
All’università
si iscrive in Ingegneria, come suo padre, ma passa a Fisica ed è qui che il suo
destino cambia per sempre, infatti conosce Enrico Fermi ed è sotto la sua guida
che si occupa di spettroscopia atomica e successivamente di fisica nucleare ed entra
a far parte del gruppo dei "Ragazzi di via Panisperna" con Orso Mario
Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi il gruppo di geni che ha fatto la storia
della fisica italiana.
Le più
importanti ricerche di Ettore Majorana riguardano una teoria sulle forze che
assicurano stabilità al nucleo atomico: egli per primo avanzò l'ipotesi secondo
la quale protoni e neutroni, unici componenti del nucleo atomico, interagiscono
grazie a forze di scambio.
La moglie di
Fermi lo descrisse nel suo libro, come un prodigio della matematica ma di
carattere strano, eccessivamente timido e chiuso in se stesso.
Quando gli
veniva in mente un’idea nuova, si frugava tra le tasche, prendeva un pacchetto di
sigarette dove scriveva le sue formule che poi gettava.
Enrico Fermi lo
esortava a pubblicare le formule annotate sui pacchetti di sigarette ma lui
rispondeva dicendo: “E’ roba da bambini”.
Nel 1937 si
trasferisce da Roma a Napoli (albergo "Bologna"), dove accetta la
nomina per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica teorica
all'Università di Napoli. Si chiude in casa e rifiuta persino la posta,
scrivendo di suo pugno sulle buste: "Si respinge per morte del
destinatario".
Alcuni suoi
amici affermavano che lui fosse profondamente contrario al fascismo.
Maiorana era un
personaggio capace di leggere i fatti del suo tempo molto bene e riusciva ad
anticipare gli eventi; questo ci fa pensare che avesse già intuito i
pericolosissimi risultati dei suoi studi (bomba atomica) e abbia preferito
scomparire.
La sera del 26
marzo del 1938, su una nave diretta a Napoli, scompare.
“Chi l’ha
visto?” era questo il titolo di una rubrica della Domenica del Corriere sulle
cui colonne, il 7 luglio 1938, apparve il seguente annuncio:
Le ultime notizie sul giovane scienziato,
definito da Enrico Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton, erano
datate 26 marzo, quando da un hotel di Palermo aveva annunciato a un suo
collega l’intenzione di imbarcarsi sul primo traghetto per Napoli. Poi non se
ne seppe più nulla.
Fuga o suicidio: sono state le ipotesi che da allora
hanno cominciato ad alternarsi senza mai trovare risposta. La sera della sua
scomparsa Majorana era partito da Napoli, dove gli era stata offerta una
cattedra, con un piroscafo diretto a Palermo. Aveva annunciato la sua
intenzione di sparire in una lettera al suo amico di Napoli, Antonio Carrelli,
ritrattata l’indomani con un’altra lettera. Aveva anche scritto
alla famiglia, raccomando: “ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero”.
Da allora in poi non ci sono state notizie.
Fu
allora che Fermi, cercando di far capire che cosa significasse quella perdita,
si espresse in modo alquanto insolito:
“Al
mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango,
che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C’è anche gente di primo
rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo
della scienza Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore era
uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha...”.
Enrico
Fermi richiese a Mussolini una intensificazione delle ricerche di
Ettore: «Io non esito a dichiararvi, e non lo dico quale espressione
iperbolica, che fra tutti gli studiosi italiani e stranieri che ho avuto
occasione di avvicinare il Majorana è fra tutti quello che per
profondità di ingegno mi ha maggiormente colpito».
Le indagini, scattate
nei giorni successivi, non hanno portato a nulla e il suicidio è stata solo una
delle innumerevoli ipotesi avanzate negli anni. Alcuni avevano pensato a una
fuga in Germania, altri in Argentina sulla base di testimonianze lo avrebbero
segnalato a Buenos Aires.
Questo lo conferma la
procura di Roma che dal 2008 sta indagando sulla vicenda; la tesi dei giudici
si basa su una foto scattata in Venezuela nel 1955, in cui appare un signore,
conosciuto con il cognome di Bini, i cui tratti somatici sono quelli del fisico
.
Maiorana e
il gruppo di ragazzi di via Panisperna
Da sinistra: Oscar
D'Agostino, Emilio
Segrè , Edoardo
Amaldi, Franco
Rasetti ed Enrico
Fermi.
I Ragazzi di via Panisperna è il nome con cui
è divenuto noto il gruppo di fisici italiani, che presso l’istituto di fisica
dell’Università di Roma, ubicato in via Panisperna, collaborarono insieme ad
Ernico Fermi (nel 1934) per la scoperta delle proprietà dei neutroni lenti, che
diede il via alla realizzazione del primo reattore nucleare sperimentale e
successivamente alla bomba
atomica.
Fermi
poté contare su un gruppo di giovani fisici: Edoardo
Amaldi, Franco Rasetti ed Emilio Segrè, questi lo aiutarono sul settore sperimentale. In
seguito si unirono al gruppo Bruno Pontecorvo e Oscar D’Agostino.
Per quanto riguardava il campo teorico una figura
molto importante era quella di Ettore Majorana, distintosi dagli altri
componenti. Majorana diede al gruppo importanti contributi di stampo
teorico e nel 1928, sebbene non ancora laureato, pubblicò il suo primo lavoro.
Conseguì la laurea in fisica con il massimo dei voti e la lode il 6 luglio del
1929 con Enrico Fermi come relatore e con la tesi dal titolo “La teoria
quantistica dei nuclei radioattivi”, che approfondiva i problemi
sulla struttura dei nuclei atomici e sul decadimento
α. Le loro ricerche di
laboratorio riguardarono inizialmente la spettroscopia atomica e molecolare,
quindi si orientarono verso lo studio sperimentale del nucleo atomico.
Attraverso il bombardamento di sostanze mediante
neutroni, fu possibile rendere artificialmente radioattivi numerosi elementi
stabili. Sulla parte teorica fecero importantissime scoperte sulla comprensione
della composizione del nucleo atomico che nel 1933 e nel 1934 li portò a
pubblicare la teoria del “Decadimento Beta”.
Nel 1938 dopo la
morte di Corbino il gruppo si disperse e la maggior parte dei componenti emigrò
all’estero. Fermi,dopo aver ricevuto il premio Nobel per la Fisica, si trasferì
con la moglie negli Stati Uniti, Sagrè nel 1935 si trasferì a Palermo dopo aver
accettato la cattedra, Rasetti andò in Canada, Pontecorvo in Francia e in
seguito nel 1950 si trasferì nell’ Unione Sovietica dopo la seconda guerra
mondiale. L’unico del gruppo a rimanere in Italia fu Amaldi, che fu l’artefice
della ricostruzione della fisica italiana nel secondo dopoguerra, fu anche uno
dei fondatori del CERN (Organizzazione
europea per la ricerca nucleare) e il chimico D’Agostino.
L’energia nucleare e la bomba atomica
La bomba atomica sfrutta un fenomeno fisico chiamato
della fissione
nucleare: il nucleo di certi atomi
pesanti, autonomamente o perché bombardato da un neutrone si spacca in due,
liberando un certo numero di neutroni. Questi neutroni possono produrre nuove
fissioni in altri nuclei innescando una reazione a catena e liberando grandi
quantità di energia. L'energia liberata è proporzionale alla differenza di massa,
secondo la relazione scoperta da Einstein E=mc2.(
la costante c2 corrisponde alla velocità della luce (300.000 km/s) elevata al
quadrato.
I materiali usati per produrre esplosioni nucleari per fissione sono alcuni isotopi degli elementi plutonio e uranio. In particolare l'uranio-235 è il tipo facilmente fissionabile che si usa comunemente in ordigni nucleari.
Quando una bomba nucleare esplode, l'energia si libera in 3 principali forme:
·
circa la metà si libera sotto
forma di energia meccanica
·
un terzo sotto forma di energia
termica,
·
il rimanente sotto forma di
radiazioni ionizzanti.
L'energia meccanica si propaga dal punto
dell'esplosione come un'onda trasportata dall'aria; entro una certa zona tutto
intorno al luogo dell'esplosione qualunque costruzione rasa al suolo. La
distanza entro cui la distruzione completa dipende dalla potenza della bomba ma
anche dalla quota a cui viene fatta esplodere. L'onda d'urto è accompagnata da un
fortissimo vento che completa l'opera di distruzione. L'altro effetto immediato
dell'esplosione è quello termico, provocato dalle altissime temperature che si
generano nella zona dell'esplosione, che sono paragonabili a quelle presenti
all'interno del sole. Tutto ciò che è incendiabile nel giro di una decina di
chilometri, prende fuoco.
Circa un sesto dell'energia liberata nell'esplosione viene emessa sotto forma di "radiazione ionizzante", cioè di particelle a, b, o raggi g. Queste particelle provocano sugli esseri viventi effetti ritardati che possono manifestarsi anche dopo decenni dall'esplosione. L'esposizione a irraggiamento modifica la struttura delle cellule degli esseri viventi procurando danni la cui gravità dipende dall'intensità della radiazione stessa. Anche quando un soggetto irraggiato non muore nella fase acuta della malattia, né viene ucciso da una qualsiasi malattia cui il fisico indebolito non sa reagire, egli porta con sé un segno nascosto non meno terribile: l'alterazione del patrimonio genetico, la mutazione genetica o cromosomica, l'alterazione del patrimonio ereditario.
La prima bomba atomica(soprannominata The
Gadget) viene fatta esplodere il 16
luglio 1945 nel deserto del Nuovo Messico, ad Alamogrado. Verso la fine della
seconda guerra mondiale, il 6 Agosto del 1945 viene lanciata la bomba atomica
sulla città giapponese di Hiroshima. L'esplosione rase al suolo circa il 60%
della città (oltre 10 km2) l'ordigno causò 129.558 tra morti, feriti e
dispersi, e 176.987 senzatetto (nel 1940 a Hiroshima risiedevano 343.698
persone).
Il 9 agosto 1945, tre giorni dopo la distruzione di Hiroshima, un aeroplano dell'aviazione statunitense sganciò una bomba atomica sulla città, distruggendo un terzo dell'abitato e provocando circa 66.000 vittime tra morti e feriti
martedì 24 aprile 2018
Nome in codice: Progetto Roma
Buon pomeriggio!
Le alunne Benedetto Marta, Ligato Serena e Modaffari Antonella ci raccontano così l'esperienza vissuta a Roma dalla classe IIB del plesso Alvaro. A breve diffonderemo ulteriori aggiornamenti sullo splendido incontro presso la sede del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Intanto, a voi le tastiere!
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